V Programma Quadro

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ITER DI PROGETTO

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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IDEA DI PROGETTO

 

RICERCA DEI PARTNER

 

SCRITTURA PROPOSTA

 

AUTO VALUTAZIONE

 

CICLO DI VALUTAZIONE

 

FIRMA DEL CONTRATTO

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1.7 Suggerimenti nella scelta

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Scegliere la Key Action più opportuna per il nostro progetto è un passaggio chiave nella presentazione della proposta, che può decidere il successo della richiesta di finanziamento.

Agli occhi della Commissione, che dopo lunghe trattative interne ha prestabilito una griglia rigida di obiettivi da raggiungere -le Key Actions- il progetto presentato in una specifica Key Action viene valutato ed apprezzato nella misura in cui contribuisce al raggiungimento delle finalità della Key Action. In altre parole, per la Commissione è il progetto ad essere funzionale alla Key Action, e non viceversa.

Considerato questo, alcune indicazioni utili per i proponenti:

  • È assolutamente sconsigliato “forzare” il progetto per farlo rientrare in una Key Action, quando appare evidente che un’altra è molto più appropriata. Il proponente tende a forzare il progetto spesso per ragioni di tempo: la Key Action è inadatta al progetto, ma il bando è uscito o in procinto di uscire; per la Key Action più adatta al progetto, non si conosce la data del lancio del bando, oppure si stima molto avanti nel tempo.
    L’atteggiamento dei proponenti, in questi casi, è parzialmente comprensibile: la scrittura di un progetto, i contatti con i partner e la creazione del consorzio sono attività che hanno impegnato tempo e risorse, dalle quali si vuole ottenere un riscontro prima possibile. Anche perché il tempo di attesa per la bando più opportuna può continuare ad impegnare tempo e risorse. Quindi, dato che il progetto è già pronto e che, anche aspettando, non è comunque garantito che la proposta venga accettata nella prossima  bando, il proponente apporta modifiche al progetto, rischiando di stravolgerne la coerenza interna, per adattarlo alla bando aperta.
    Tuttavia la Commissione, in sede di valutazione, preferirà ad un progetto “rimaneggiato” un progetto che meglio risponde alle finalità perseguite da quella specifica Key Action. Anzi, riterrà un errore del proponente non aver presentato quella proposta sotto la Key Action più adatta. In definitiva, le garanzie di successo di un progetto “adattato” sono minime, a discapito di tutto il lavoro speso per presentare la proposta.
  • Utilizzare la conoscenza delle Key Action nella fase di ideazione del progetto. Il proponente ha un vantaggio sulla Commissione. La precisa comprensione e conoscenza delle key action gli permette infatti di sapere quali sono i progetti potenzialmente favoriti dalla Commissione, prima ancora che il bando venga pubblicato. Quindi, se in fase di ideazione della proposta di progetto il proponente si rende conto che gli obiettivi del progetto si sposano perfettamente con le finalità perseguite da un key action, è consigliabile che il proponente prosegua nella stesura del progetto cercando di sviluppare proprio quegli obiettivi che maggiormente contribuiscono a realizzare le finalità della Commissione.
  • Non snaturare il progetto. Quanto detto non significa né stravolgere il progetto, né impostare un progetto basandosi solo sulle necessità espresse della Commissione. Un progetto, anche se cofinanziato dal V Programma Quadro, deve comunque e soprattutto produrre risultati utili ed utilizzabili per i realizzatori. Sono infatti le imprese, le Università ed i centri di ricerca i veri motori della Ricerca e Sviluppo Comunitaria. Il ruolo della Commissione Europea, attraverso i fondi del V Programma Quadro, sta nel promuovere e supportare determinati obiettivi della Ricerca e Sviluppo, non imporli. Tuttavia, se da una parte questi obiettivi della Commissione sono predeterminati in una griglia rigida di Key Action, dall’altra ogni progetto di ricerca e sviluppo, soprattutto nella fase d’ideazione, possiede un grado di flessibilità, che si riduce in misura direttamente proporzionale al livello di definizione del progetto. Il suggerimento è quindi quello di sfruttare la flessibilità della fase di ideazione del progetto per orientarlo verso gli obiettivi promossi da una determinata Key Action.
  • Presentare quel progetto in quella Key Action. Dopo tutto questo lavoro di “creazione guidata” del progetto sulla base degli obiettivi della Key Action, sarebbe assurdo proporlo sotto una altra Key Action. Se da una parte questo obbliga il proponente ad attendere l’uscita del bando opportuno, dall’altro gli permette di avere più tempo per costruire una solida proposta di progetto, riveduta e corretta nelle sue parti, con maggiori chances di successo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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