V Programma Quadro

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ITER DI PROGETTO

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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6

 

 

IDEA DI PROGETTO

 

RICERCA DEI PARTNER

 

SCRITTURA PROPOSTA

 

AUTO VALUTAZIONE

 

CICLO DI VALUTAZIONE

 

FIRMA DEL CONTRATTO

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1.10 Quale proposta presentare?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Torniamo all'inizio e partiamo dal momento in cui una organizzazione decide di rispondere ad un bando di gara.

La prima domanda da porsi e' la scelta del giusto argomento, scelta che viene quasi sempre ignorata dai proponenti che, concentrati sulle attività scientifiche individuali a torto considerate di generale interesse, dimenticano il duplice ruolo della Comunità europea: da una parte, punto di equilibrio tra i programmi nazionali di RST, dall’altra proponente di una propria e specifica politica di ricerca e sviluppo. La Comunità alloca importanti risorse alla ricerca ma tende a finanziare solo la propria ricerca.

 

E' opportuno ricordare infatti, che ogni proposta deve coprire un tassello del Programma di Lavoro stabilito dal Comitato di Gestione. Per ogni settore di attività del programma, vengono finanziati pochi progetti (di solito meno di una decina per bando in tutta Europa), che non devono ripercorrere argomenti già finanziati (per tale motivo e' utile leggere gli abstract dei progetti degli anni precedenti), che devono costituire un passo avanti verso gli obiettivi fissati nell'esecuzione complessiva del programma e che naturalmente devono essere i migliori dal punto di vista qualitativo, tra i molti presentati in quel settore.

 

Molto più spesso di quanto non si possa pensare, un ottimo progetto di ricerca non viene valutato positivamente perché fuori tema (circa il 7% delle proposte presentate). Come già accennato, ogni parola del programma di lavoro e' frutto di un serrato dibattito tra i membri del Comitato di gestione, e va accuratamente analizzata, prima di scegliere l'argomento di ricerca da proporre e l'impostazione da seguire (ad esempio, il taglio di cooperazione tecnologica che viene richiesto, con l'obbligo di una motivata presenza industriale).

 

Una domanda da porsi è la seguente: se il proponente fosse dall'altra parte del tavolo e dovesse giudicare il progetto presentato, lo sceglierebbe come unico progetto da finanziare in quel settore specifico? Per rispondere obiettivamente, bisogna considerare la proposta nella prospettiva comunitaria. Questo è possibile solo attraverso una precisa conoscenza del Programma di lavoro e l’analisi delle logiche di priorità. Queste agli addetti ai lavori appaiono evidenti anche dai bandi comunitari, ma sono più chiare se si seguono da vicino le fasi preparatorie. Se una quota di programma e' stata inserita a forza nel contesto delle varie istanze, e' ingenuo sperare d’avere possibilità di successo, proprio in quello spazio.

 

A questo proposito, non viene infine adeguatamente valutata la possibilità di colloquio con i funzionari delle varie Direzioni Generali (si ricordi che i funzionari addetti ai programmi specifici sono dei tecnici, dei ricercatori che conoscono i dettagli del programma di lavoro e soprattutto il tipo di approccio che il Comitato di gestione del programma ha suggerito), particolarmente utile per verificare l'interesse della Commissione al proprio progetto. Inoltre, molto utile può rivelarsi il contatto con i responsabili del Ministero per l'Università' e la Ricerca Scientifica, che essendo membri del Comitato di gestione, ne seguono strettamente le vicende.

 

In questi ultimi anni, per favorire l'incontro con i responsabili comunitari sono stati proposte in Italia numerose giornate di informazione.  Sono organizzate a volte dalla Commissione stessa, o più frequentemente da organizzazioni competenti e diffuse sul territorio, come gli Innovation Relay Centre, l’Agenzia per la Promozione della Ricerca Europea – APRE, il MURST – Ministero dell’Università  della Ricerca Sientifica e Tecnologica, il CNR, Politecnici ed Università. Le giornate di informazione sono generalmente molto utili, perché il proponente ha la possibilità di ricevere informazioni dettagliate su argomenti specifici e quasi sempre una parte dell’incontro è dedicata ad un dibattito libero tra convenuti e relatori.

 

E' buona norma partecipare alle giornate di informazione avendo già letto il Programma di Lavoro e le condizioni di ammissibilità in modo da poter cogliere con maggiore facilità i consigli ed i suggerimenti da parte dei funzionari ed esperti. E' anche l'occasione per presentare ai funzionari comunitari una bozza del progetto ed avere i primi commenti.

 

Tutte le attività sopra consigliate richiedono tempo e risorse da parte delle imprese. Queste sono in genere poco propense o oggettivamente non in grado di dedicare alla proposta più del minimo indispensabile. Tuttavia, è un dato di fatto che senza un investimento di attenzione, di interesse, di lavoro vero e proprio, e di risorse le possibilità di successo nella partecipazione ad un programma comunitario sono drasticamente ridotte.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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