V Programma Quadro

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ITER DI PROGETTO

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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IDEA DI PROGETTO

 

RICERCA DEI PARTNER

 

SCRITTURA PROPOSTA

 

AUTO VALUTAZIONE

 

CICLO DI VALUTAZIONE

 

FIRMA DEL CONTRATTO

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1.11 Pro e contro del finanziamento comunitario

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Come per ogni impresa commerciale, ci sono pro e contro da considerare nel momento in cui si decide se presentare o non una richiesta di finanziamento alla Commissione europea. I seguenti punti vanno attentamente analizzati, prima di impegnare risorse significative in una proposta di progetto.

Pro

Prendere parte ad un progetto di ricerca e sviluppo co-finanziato dalla Commissione europea può portare benefici considerevoli ai partner di progetto, per esempio:

 

  • Il finanziamento comunitario copre una quota (che per le imprese è generalmente il 50%) dei costi relativi all’assunzione di nuovo personale e degli altri costi aggiuntivi, cioè non collegati alla manodopera esistente, impegnati nel progetto. Dal punto di vista delle imprese, il vantaggio è di ridurre il rischio economico legato all’insuccesso del progetto, rischio che in alcuni casi può essere rilevante. Dal punto di vista dell’UE, l’obiettivo è di stimolare azioni di ricerca e sviluppo che altrimenti non verrebbero realizzate, o realizzate in tempi troppo lunghi. 

 

  • A progetto concluso, i partner godono il diritto di sfruttare commercialmente i risultati di progetto, anzi sono attivamente incoraggiati a farlo dalla Commissione. La Commissione infatti determina l’efficacia del Quinto Programma Quadro anche sulla base dei risultati dei progetti di ricerca che si traducono concretamente in innovazioni commerciali.

 

  • I progetti solitamente richiedono uno sforzo cooperativo tra partner di almeno due Paesi diversi: lo scopo dichiarato della Commissione è di incoraggiare la cooperazione transnazionale. Di fatto, una proposta vincente coinvolge non meno di quattro - cinque Paesi diversi. Questo può rafforzare il livello di competenze impegnate nel progetto, incrementare le eventuali opportunità di mercato e promuovere una cooperazione di lungo periodo tra i partner, anche oltre la durata del progetto.

 

  • Lo sfruttamento dei risultati trae beneficio dall’approccio transnazionale del consorzio, che facilita l’ingresso in nuovi mercati, dei Paesi Membri o dei molti Paesi associati al Quinto Programma Quadro. Un obiettivo chiave del programma è aumentare la competitività Europea: anche le opportunità di export dall’Europa possono essere stimolate.

 

  • La natura internazionale del lavoro automaticamente incoraggia i partner a ragionare in termini di dimensione europea del lavoro, a valutare come le rispettive organizzazioni si collocano in un mercato enorme ed altamente competitivo come il Mercato Unico. C’è solitamente abbondanza di occasioni per lo scambio informale di idee e background fra i partecipanti, che (solitamente) conduce ad una più ampia visione culturale delle imprese, dei mercati e dell’Europa.

 

 

 

Contro

Tuttavia, alla pari con i potenziali benefici, esistono in un progetto finanziato dalla Commissione Europea anche rischi e svantaggi potenziali che tutti i proponenti devono considerare, confrontandoli con le loro specifiche circostanze.

·         Il finanziamento richiede la partecipazione di soggetti di almeno un altro Paese Membro o Paese Associato. Questo comporta risorse aggiuntive, di tempo e di denaro, per comunicare, viaggiare ed incontrarsi, oltre agli obblighi di reporting richiesti dalla Commissione. Questo significa anche che il progetto può realizzare risultati lontani dalla specifica area di interesse del singolo partner, portandolo ad operare in Paesi diversi dal suo. Ma questo permette di evitare che il “centro di gravità” del progetto vari a seconda degli interessi di ciascun partner.

 

·         La proposta deve inserirsi in una o più linee di azione, tra quelle indicate dalla Commissione, e deve rivolgersi a bisogni percepiti dagli utenti, realizzando risultati commercialmente sfruttabili. E’ possibile che una buona idea sia impresentabile, perché se non ricade in una delle aree (Key Action) incluse nel bando aperto, oppure non dimostra un percorso che dalla ricerca porta a concrete applicazioni pratiche, non potrà ottenere i fondi comunitari.

 

·         Il lavoro proposto deve essere strategico per l’organizzazione del proponente. Ci sarà un tempo di attesa dopo la chiusura del termine per l’accettazione delle proposte (circa sei mesi) prima che il lavoro possa iniziare, e i risultati utilizzabili possono arrivare diversi anni dopo. Oltre a questo, bisogna accettare il rischio che il progetto possa fallire e non produrre alcun risultato.

 

·         L’iter di progetto coinvolgerà risorse umane che dovranno essere destinati al progetto. Dal momento che i progetti di ricerca e sviluppo sono finanziati solo parzialmente dalla Commissione Europea, il progetto richiederà anche risorse interne che, almeno, compensino la quota finanziata. È importante quindi evitare di pensare che i soli fondi comunitari coprano tutti i costi di progetto.

 

·         E’ essenziale un consorzio ben bilanciato. I valutatori esamineranno non solo i singoli partner, le loro competenze, le loro esperienze e la loro affidabilità; ma anche il consorzio globalmente inteso. Partner che non hanno mai lavorato insieme prima, avranno bisogno di tempo per sviluppare una cooperazione fattiva. Inoltre, come in tutte le attività di impresa che richiedono l’operato congiunto di più soggetti, nessun partner può evitare di realizzare i compiti assegnati dalla pianificazione, altrimenti parti di lavoro non saranno realizzate da nessuno.

 

·         I Diritti di Proprietà Intellettuale (IPR) relativi alla tecnologia sviluppata prima del progetto e che ha contribuito alla sua realizzazione, o modificata e sviluppata all’interno del progetto, devono essere attentamente definiti durante la fase contrattuale, ed ogni diritto connesso allo sfruttamento commerciale deve risultare chiaro prima che il progetto cominci. In un progetto collaborativo, può accadere che in alcune fasi di progetto gli altri partner abbiano il diritto di usare gli IPR che il proponente o capofila ha sviluppato: regolare al meglio queste circostanze, i modi di cessione del diritto e la definizione della proprietà di questo una volta concluso il progetto. Un grande aiuto in questo complesso lavoro di definizione degli IPR è reperibile al sito IPR Helpdesk di Cordis.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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