V Programma Quadro
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ITER DI PROGETTO
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IDEA DI PROGETTO
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3.11 Criteri di valutazione |
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Sono previsti cinque criteri sulla base dei quali la Commissione valuta le proposte di progetto. I
criteri sono stabiliti dal diritto comunitario, in maniera collegiale e
consensuale dai rappresentanti dei Paesi membri. Sono infatti proposti dal
Parlamento europeo ed approvati dal Consiglio. I criteri sono: 1. Qualità
ed innovazione scientifico tecnologica (S&T) 2. Valore
aggiunto e contributo alle politiche comunitarie 3. Contributo agli obiettivi sociali
dell’Unione europea 4. Sviluppo
economico e prospettive scientifico-tecnologiche 5. Risorse, Partnership e Gestione 1. Qualità ed innovazione scientifico
tecnologica (S&T) La parte B della nostra
proposta, che descrive gli obiettivi tecnico-scientifici e la metodologia di
lavoro del progetto, determinerà la parte maggiore dell’intera valutazione
del progetto proposto. Nel valutare la complessiva
qualità della ricerca proposta, e la sua pertinenza nel realizzare uno o più
obiettivi chiave tecnico/scientifici individuati nel Work Programme, gli
esperti valutatori considerano il contributo dato dal progetto al progresso,
rispetto allo stato dell’arte, nel campo di ricerca interessato dal progetto.
Tuttavia, originalità ed innovazione sono valutati anche bilanciando il
livello di rischio di fallimento. I valutatori considerano infine
la validità della metodologia di lavoro che la proposta intende realizzare
come strumento per raggiungere gli obiettivi scientifico-tecnologici
proposti. N.B. “Innovazione” può essere relativa ad un nuovo prodotto/servizio/processo.
Può variare dallo sviluppo di nuove tecniche/sistemi/ambienti operativi alla
implementazione di nuove tecnologie, già note, in applicazioni originali. Può
comprendere lo sviluppo di nuove pratiche organizzative o, più in generale, nuove
forme di interazione tra l’individuo e l’informazione, sia nel mondo del
lavoro che nella vita di tutti i giorni.
2. Valore aggiunto e contributo alle
politiche comunitarie Nell’ambito di una azione
finanziata a livello comunitario, è necessario operare in maniera
transnazionale e contribuire alle politiche comunitarie (incluse le politiche
“orizzontali” dell’Unione europea), raccogliendo e fondendo nel progetto
competenze complementari ed una massa critica di risorse, e soprattutto
perseguendo un obiettivo più importante di quello che si otterrebbe
semplicemente replicando lo stesso progetto nei singoli Paesi. Il principio di sussidiarietà, per esempio, suggerisce che se da una
parte i finanziamenti comunitari devono essere utilmente impiegati allo scopo
di promuovere in Paesi differenti comuni insegnamenti universitari, per raggiungere un curriculum
riconosciuto a livello comunitario, dall’altra il riconoscimento degli
insegnamenti realizzati è un problema che deve essere affrontato e risolto a
livello nazionale dal singolo Paese. 3.
Contributo agli obiettivi sociali dell’Unione europea La decisione di assegnare a questo criterio
la soglia di zero è il riconoscimento del fatto che non tutte le aree di
progetti di ricerca e sviluppo avranno necessariamente un impatto sugli
obiettivi sociali. Tuttavia, le proposte saranno valutate per
il loro contributo al miglioramento della qualità della vita, salute o
sicurezza o per le prospettive occupazionali o, ancora, per l’uso e lo
sviluppo di determinate competenze utili all’evoluzione sociale comunitaria,
come anche ogni potenziale contributo verso la salvaguardia e/o il
miglioramento dell’ambiente e la protezione delle risorse naturali e
paesaggistiche. 4. Sviluppo economico e prospettive
scientifico-tecnologiche I finanziamenti comunitari per la ricerca e lo sviluppo rappresentano
soprattutto il riconoscimento dei grandi rischi associati alla ricerca, ed il
loro scopo principale è infatti la promozione di progetti innovativi ed utili
ma che gli enti, pubblici o privati, non sarebbero in grado di finanziare
interamente da soli. Non è tuttavia un acquisto o un procurement
da parte della Commissione di un lavoro o servizio realizzato, per suo conto,
da determinati enti. Questi infatti, nei Progetti del V Programma Quadro, devono
dimostrare e giustificare in modo chiaro le ragioni che li spingono a
diventare partner in un progetto transnazionale e ad investire nel progetto
significative risorse proprie. Tali ragioni sono esplicitate nell’Exploitation Plan, o piano di utilizzo
dei risultati di progetto, di ciascun partner. Il progetto deve inoltre rendere chiaro quale sarà l’approccio
generale, comune a tutti i partner, per favorire la disseminazione e
l’implementazione dei risultati di progetto (overall approach to exploitation). La descrizione della
metodologia complessiva di disseminazione è un fattore chiave per ottenere un
punteggio alto in questo criterio di valutazione. 5. Risorse, Partnership e Gestione Le proposte che appaiono beneficiare solo i partecipanti saranno difficilmente
approvate, soprattutto nel caso di grandi imprese. Sebbene il ritorno sugli
investimenti che i partner prevedono di realizzare sia un importante
indicatore del loro impegno nel progetto (ed anche un elemento indispensabile
per l’approvazione del progetto e la realizzazione degli obiettivi), devono
esserci benefici più ampi in termini di futura disseminazione delle
informazioni, al fine di promuovere un livello diverso ed utile di
applicazione dei risultati di progetto, per estendere i benefici dal gruppo
dei partner ad uno strategico impatto sul sistema europeo. Allo scopo di evitare possibili conflitti di interesse tra gli obiettivi di ciascun partner e quelli a più ampio respiro richiesti dalla Commissione, è importante che la struttura del consorzio indichi le linee guida sia per il diretto impiego imprenditoriale dei risultati di progetto, sia per la futura disseminazione di questi. |
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